Aereoporto Eleuteri di Castiglione del Lago
Gregory Alegi
Le prime attività aeronautiche sul lago Trasimeno si debbono
al ten. Anselmo Cesaroni, un pioniere del volo che, tramite l’interessamento
del deputato perugino Romeo Gallenga, fece impiantare nella baia di
San Feliciano una base di idrovolanti inaugurata il 6 marzo 1914.
Il campo per aerei terrestri di Castiglione fu invece inaugurato il 24 settembre
1918, ed il suo primo comandante fu il magg. Djalma
Juretigh. Dodici
anni dopo, nel 1928, iniziarono i lavori di potenziamento per trasferirvi
la Scuola Caccia, costituita il 24 ottobre 1927 sul campo di Furbara
(Roma), inadatto perchè in zona malarica. Castiglione fu inoltre
intitolato alla memoria del cap. Leopoldo Eleuteri, asso con sette
vittorie in combattimento aereo e nativo di Castel Ritaldi (PG), morto
per incidente nel 1926.
Dopo una lunga attesa, tra il 15 e il 22 dicembre 1931, la Scuola si trasferì
a Castiglione dove le operazioni ripresero subito, totalizzando 4.700
ore di volo nel 1932 ed oltre 4.800 nel 1933. Inizialmente comprendente
due squadriglie ( 1°, con sede a Castiglione e 2°, basata sul campo
friulano di Aviano), nel 1933 incorporò anche la 5°
squadriglia idro di Taranto, poi sciolta il 16 novembre 1935. Dal 1° novembre 1934
al 1° dicembre 1936 la scuola, che era frattanto diventata "Scuola
di pilotaggio di 2° periodo", fu basata ad Aviano.
Il ritorno a Castiglione coincise con la costituzione di una "Scuola
Caccia"
distaccata sull’aeroporto di Foligno. L’attività era diventata molto intensa:
nel 1937, 420 allievi effettuarono 32.629
voli per un totale di circa 10.000
ore.
Nel 1938 sul campo fu dislocata anche la 29°
Squadriglia da Osservazione Aerea, mentre la SAI
Ambrosini di Passignano vi collaudava i propri apparecchi
terrestri ed i caccia Macchi C.200 e C. 202 prodotti su licenza.
Pur essendo privo di pista asfaltata, durante la seconda guerra mondiale Castiglione
fece registrare una presenza media di 150 aerei tra Scuola
(130), squadra riparazione e SAI. L’ampliamento, in corso nella primavera 1943, per portare a 1.400 m. l’ampiezza
sfruttabile verso il lato Nord, fu bloccato dall’occupazione tedesca seguita
all’armistizio.
Nel dopoguerra l’uso dell’aeroporto fu limitato alle esigenze della SAI, impegnata
fino al 1955 nella produzione di 145 esemplari dell’addestratore S7, ma già dai
primi anni sessanta Castiglione, sia pure ancora atterrabile, venne abbandonato.

* Gregory Alegi è uno dei maggiori storici dell’aviazione in
Italia. Autore di 25 libri e centinaia di articoli, ha realizzato mostre
e documentari, persino giochi di simulazione. Ha curato il restauro di
molti aerei d'epoca ed insegna Storia dell’Aeronautica presso l’Accademia
Aeronautica di Pozzuoli.
