Campo Scuola di Pilotaggio Idrovolanti di Passignano
Dalle memorie del Capitano Pilota Filippo Peviani

1916
Vado ad osservare meglio gli apparecchi sui quali volerò. Sono tutti tipo Lönher, copiati da idrovolanti conquistati all'Austria e costruiti in Italia (dalla Macchi), Dotati di motori Colombo 160 HP, installati su castello metallico sovrastante lo scafo, elica propulsiva, messa in moto a manovella, utilizzando un rudimentale dispositivo per la mezza compressione, volanti comandi affiancati. Strumentale: unicamente manometri olio, temperatura, pressione pompa manuale, che si aziona per elevare la benzina al motore. Visto che del1'altimetro non ci si può fidare, lo si è eliminato. Nelle prove controllate, la cartina del barografo fa testo. Fuori bordo, un'etichetta gira, per indicare la velocità approssimata. I Lönher erano apparecchi sorpassati. Per metterli sul redan si doveva portarli a regime di motore in pieno, per oltre 600 metri e messi sul redan, si doveva farli scivolare a fior d'acqua per altri 1300 metri, tenendo il timone di direzione (piede) tutto a sinistra. Decollare, picchiare, per acquistare maggiore velocità e salire dolcemente. Appena dopo pochi giorni del mio arrivo, la casa "Curtiss” consegnò alla scuola, 14 idrovolanti nuovi, molto ben presentati. Il pilota di prova della casa americana, li collaudò. Subito dopo per ordine dell'0n. Chiesa, dal quale dipendeva la nascente aeronautica, i motori furono smontati e spediti a Torino. Scafi, piani, ecc. distrutti. Erano antiquati.

Gli scafi dei Lönher erano davvero resistenti. All'ammaraggio, qualche volta, incredibile, gli apparecchi rimbalzavano sull'acqua fino ad altezze impreviste
e piombavano poi giù, scassando o no, a seconda della protezione dell'angelo custode di ciascun allievo


Da Luciana Ranieri Honorati - Gli Umbri nella Storia del Volo - Perugia 1984

Foto del primo Lönher- Macchi alzatosi in volo a Passignano.
(da "Alegi-Varriale- Ali sul Trasimeno-- Le Balze)