Al Trasimeno il primo "uomo volante"

Pare proprio che una delle prime persone nel mondo occidentale ad alzarsi in volo sia stato il perugino Gian Battista Danti, presto soprannominato Dedalo, nato presumibilmente intorno alla metà del 1400 e morto a Venezia nel 1517.
Fu in antitesi con il suo quasi coetaneo Leonardo da Vinci, il quale teorizzava macchine che "battevano le ali" come gli uccelli, mentre il Danti era convinto che l'uomo potesse volare soltanto con ali ferme (come sui deltaplani o sugli alianti) o per favore di vento o per corrente ascensionale.
Pare anche che i due "ingegneri aerei" si incontrassero e discutessero a lungo, pur rimanendo ognuno delle proprie convinzioni. Comunque fu al Trasimeno che il Danti provò a volare una prima volta: nel 1498 si lanciò dalla sommità di Isola Maggiore verso la punta del mulino "per prendere il vento che spirava a tramontana", con risultati poco soddisfacenti, ed una seconda volta a Perugia nel 1498 per le nozze di Gianpaolo Baglioni, riuscendo a coprire una distanza di 300 metri prima di cadere malamente su di un tetto fratturandosi una gamba. Quindi entrambi i due tentativi riuscirono solo in parte, e del povero "Dedalo perugino" la storia quasi si dimenticò non riconoscendogli quella sua grande intuizione.
Ma molto ne parlarono le cronache dell’epoca e quelle immediatamente successive, come il Crispolti nella Perugia Augusta, ed il Pascoli nelle Vite dei Perugini Famosi, ma anche il Pellini, il Bonazzi (pur con qualche riserva), ed altri.